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Immagine coordinata. La coerenza comunicativa

di: Ester Liquori     27 Febbraio 2006

Nella brochure di presentazione della Pantone sono certamente esempi di visual diretti le immagini dei prodotti che l’azienda offre (fig. 4). Le altre immagini presenti invece toccano indirettamente l’argomento dell’headline, instaurando un legame obliquo tra il messaggio e il visual (fig. 5).

Figura 4. Pagina della brochure
Pagina della brochure

Figura 5. Visual della Pantone
Visual della Pantone

L’headline della fig. 5 dice: Expand your creative vision with bigger, better color products from Pantone. Look inside. L’invito verbale “Espandi la tua visione” è espresso visivamente dall’immagine che esprime ampi spazi aperti, larghe vedute, colori sereni.

Legami profondi

Scelti gli elementi distintivi come linee e colori che creano l’ossatura grafica di base e trovate le giuste immagini è fondamentale creare dei legami visivi fra gli stessi.

Con i legami visivi si intende evitare che le immagini vengano messe in maniera del tutto casuale, anche se magari creativa e percettivamente accattivante, negli stampati. Bello non basta, abbiamo detto che il nostro credo per creare l’identità; e mantenerla è la coerenza.

Vediamo ad esempio che in fig. 2 un primo legame superficiale è dato dalle linee regolari e dall’azzurro ripreso nei vari elementi della pagina.

Scendendo ad un livello più profondo notiamo che lo sfondo non è un gradiente sfumato ma forma come dei “gradini” di colore che richiamano la mazzetta a ventaglio del logo e che, l’abbiamo detto, i box si collegano visivamente ai riquadri con le percentuali di colore all’interno dei campioni.

Il Manuale d’immagine

Tutte le linee guida di comportamento sul trattamento dei logo e dei colori aziendali di cui abbiamo parlato sono generalmente raccolti in quello che è comunemente chiamato Manuale d’immagine.

Particolarmente utile nel caso di grosse multinazionali con diverse filiali in tutto il mondo, il Manuale d’immagine contiene tutte le linee guida necessarie alla corretta riproduzione dell’identità; visiva di un’azienda ed è un ottimo strumento di comunicazione interna.

Le annotazioni di questo documento sono generalmente molto precise e vanno dalla completa e dettagliata descrizione del logotipo aziendale e sue varianti, dimensioni, font, proporzioni, sfondi su cui utilizzarlo, colori espressi in notazione tipografica internazionale, all’impaginazione degli stampati, brochure, modulistica, merchandising, arredo dei punti vendita, disposizioni delle insegne, packaging.

Riassumendo. Elementi da non perdere di vista

Stiliamo adesso una brevissima checklist da tenere sempre sottomano nel caso in cui il lavoro che stiamo svolgendo sia per una azienda che non dispone del proprio manuale d’immagine:

  1. Non variare il logo. Se ci viene dato un logo, a meno che la variante che ci servirebbe non sia già; stata prevista dall’azienda, non lo possiamo modificare perché sarebbe cambiare i connotati di una persona.
  2. Rispettare i colori istituzionali. Se sono stati scelti quei colori c’è sicuramente una motivazione dietro, se invece sono stati scelti a caso comunque non spetta a noi modificarli, a meno ovviamente che non ci sia stato richiesto un restyling dell’immagine aziendale. Se dobbiamo solo creare un elemento non possiamo cambiare tutto e perdere coerenza rispetto agli altri componenti identificativi.
  3. Creare legami semantici fra i diversi piani visivi. Facciamo in modo che tutti gli elementi che costituiscono l’oggetto grafico che dobbiamo creare concorrano a creare il messaggio, colleghiamo fra loro le immagini, con gli sfondi e i testi e l’insieme risulterà; più armonico.

Conclusioni

Abbiamo visto come il creare degli elementi d’immagine visiva coerente con l’idea che l’azienda vuole dare di sé e del suo lavoro serva a rendere più forte l’identità;. Ricordo che trovare una coerenza interna a quanto svolto, oltre che all’azienda, è utile allo stesso grafico perché saprà; così motivare le sue scelte e svolgere un lavoro decisamente di più alto livello senza trovarsi spiazzato davanti all’eventuale domanda del cliente: perché l’hai fatto così?

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